Inaugurazione del campo pozzi di Belfiore

Oggi 27/07/2022 un gruppo di Mamme No Pfas ha presenziato all’inaugurazione del campo pozzi di Belfiore, prima tratta che allaccia i paesi della zona rossa alle nuove fonti pulite.

Erano presenti le autorità della provincia di Verona, e rappresentanti della Regione Veneto.

L’opera è stata realizzata grazie alla collaborazione di enti e di forze politiche diverse.

In rappresentanza delle Mamme No Pfas Annamaria Panarotto, Emanuela Foletto e Laura Ghiotto.

L’opera risponde alla prima domanda dei comitati ambientalisti: l’approvvigionamento di acqua potabile da nuove fonti.

Questo il testo che è stato letto dalla Mamma No Pfas Emanuela Foletto:

“27 Luglio 2022

Una data da ricordare

Una data che ricorda non solo la grande impresa di portare acqua pulita nelle nostre zone contaminate ma anche che è avvenuto un fatto gravissimo: una delle falde acquifere più grandi d’Europa è stato distrutta dall’ignoranza e dalla negligenza umana. Sappiamo che la contaminazione durerà centinaia di anni.

Siamo contenti che si sia costruito in brevissimo tempo un nuovo acquedotto ma questo, come tutti sappiamo, non è sufficiente.

E’ stata tamponata un’emergenza ma, in questi tempi di cambiamento climatico e in particolare di siccità, dove l’acqua è sempre più scarsa, noi cittadine e cittadini riteniamo urgente e indispensabile intervenire su più fronti.

Innanzitutto non è più rimandabile la messa in sicurezza del sito Miteni dove fuoriescono ancora oggi notevoli quantità di inquinanti e procedere urgentemente alla bonifica.

E’ inoltre necessario costruire un sistema di controllo e prevenzione per tutelare le falde e le sorgenti acquifere sia in qualità che in quantità. Abbiamo nelle nostre mani una cosa SACRA dal valore inestimabile da cui dipende la nostra vita e quella di tutto l’ambiente e da qui, come è successo tra noi cittadine e cittadini, deve nascere una nuova cultura di rispetto, di custodia e di cura dell’ambiente anche e soprattutto nelle istituzioni.

Il nostro impegno sarà di continuare a lavorare sodo e vigilare, come abbiamo fatto finora, sul proseguo dei lavori che, ricordiamo, comprendono anche le tratte provenienti da Recoaro e da Camazzole sul Brenta.

La cosa più importante che ci insegnano i disastri come questo è che bisogna lavorare perché non accadano più.”

Un grazie di cuore a chi ha accettato di operare e condividere un bene tanto prezioso come l’acqua, è compito di noi tutti costudirla a conservarla.

PFAS, pericolosi ubiquitari


La maggior parte delle indagini sull'accumulo umano delle sostanze PFAS si sono concentrate sulla presenza nel sangue e nel latte materno, mentre pochissimi studi hanno ricercato concentrazioni in altri tessuti.

A supporto di questo vorremmo portare ad esempio uno studio del 2013 effettuato a Tarragona (Catalogna, Spagna) dove sono state analizzate le concentrazioni di 21 PFAS in 99 campioni di tessuti autoptici (cervello, fegato, polmone, ossa e reni) su soggetti che avevano vissuto in quest'area.

Perchè Tarragona ? Il polo petrolchimico più grande dell’Europa meridionale si trova proprio qui, in Catalogna.

Dall'immagine sotto possiamo notare in che misura e quali composti PFAS si distribuiscano in determinate zone del nostro corpo.

Concentrazioni di vari PFAS (in ng/g) in 5 tessuti umani provenienti da 20 residenti di Tarragona (Catalogna, Spagna)

L'aspetto piu' preoccupante e' "il travestimento" che queste sostanze PFAS assumono quando si trovano all'interno del nostro organismo, traendo in inganno le nostre sentinelle, ossia i recettori, che le scambiano per sostanze che normalmente dovrebbero essere nel nostro corpo per cui "le fanno entrare"

Esistono anche delle vere e proprie barriere che servono per prevenire l'arrivo di alcune sostanze nocive in aree del corpo particolarmente importanti: la barriera ematoencefalica (che sbarra la strada verso il cervello) e la barriera placentare (che sbarra la strada verso il feto). Purtroppo le PFAS hanno una struttura simile ad alcuni ormoni o ad altre sostanze che servono al nostro corpo, per cui l'efficacia di queste barriere viene meno in quanto appunto vengono riconosciute come utili all'organismo. Stessa cosa avviene nel rene che normalmente dovrebbe espellerle ma che invece le considera utili e le rimette in circolo.

(leggi introduzione dello Studio Perez)

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Facce da Pfas è un progetto delle Mamme No Pfas attraverso il quale le persone, che lo desiderano, possono partecipare liberamente senza alcun vincolo mettendo la propria faccia a testimonianza di quanto accaduto in Veneto. Noi abbiamo usato la fotografia, ciò che ferma il tempo per un millesimo di secondo e ritrae l'espressione dei volti delle persone che con un cartello in mano denunciano e chiedono per loro e le proprie famiglie.

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