"Ora abbiamo bisogno del tuo aiuto"


Se sei una mamma di bambini da 1 a 13 anni e abiti in area rossa, arancione o limitrofi, iscriviti al Progetto TEDDY Child, compila il questionario e avrai fatto qualcosa di concreto e importantissimo per il loro bene.

Si tratta di un’opportunità unica per aiutare la ricerca scientifica a stabilire se c’è una correlazione tra l’esposizione a PFAS e lo sviluppo neurologico e comportamentale dei nostri figli.

I risultati potrebbero essere fondamentali per le scelte future, anche a livello politico e legislativo.

Sappiamo bene che è un momento delicato e molto impegnativo anche per te, il tempo è prezioso, ma se pensi che ogni momento dedicato a questa ricerca è un momento che dedichi ai tuoi figli, lo sarà ancor di più.

COMUNICATO STAMPA

PFAS NEGLI ALIMENTI: IL TAR DEL VENETO DÀ RAGIONE ALLE MAMME NO PFAS E A GREENPEACE

Venezia 9 aprile 2021

La Regione Veneto dovrà fornire i dati completi relativi alla presenza di PFAS (sostanze perfluoroalchiliche) negli alimenti. È quanto esprimono le due sentenze pubblicate nella giornata di ieri, 8 Aprile 2020, dal Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto che ha accolto i ricorsi presentati dalle Mamme NO PFAS e da Greenpeace, in seguito al diniego da parte delle autorità regionali (continua a leggere)

«Si tratta di sentenze storiche. Da circa due anni chiediamo trasparenza alle autorità locali con tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione e finalmente il TAR ci dà ragione», fanno sapere le Mamme No PFAS e Greenpeace. «Le persone che da decenni subiscono le conseguenze di tale inquinamento hanno il diritto di sapere i dettagli della contaminazione degli alimenti coltivati in zona, quali sono i prodotti più a rischio e la loro provenienza, con riferimento a tutte le 12 sostanze perfluoroalchiliche che sono state analizzate. Con questo non vogliamo assolutamente creare allarmismi e tantomeno criminalizzare le categorie produttrici che sono anch’esse vittime di questo grave inquinamento. Proprio per questo abbiamo chiesto anche di conoscere le attività ispettive svolte dalla Regione Veneto di ulteriore controllo e le azioni di tipo PRECAUZIONALE. Perché è proprio l’aspetto PRECAUZIONALE che può e deve aiutare le aziende produttrici», concludono le associazioni. Gli alimenti possono costituire una fonte importante di tali inquinanti per l’uomo, come dimostrano numerose ricerche scientifiche recenti. I dati finora disponibili sulla presenza di tali sostanze venivano forniti dalla Regione in modo aggregato e limitati a soli due composti. Inoltre, non erano geolocalizzati. Da anni la Regione aveva opposto il diniego alle varie istanze di accesso agli atti, sostenendo che la loro condivisione avrebbe violato la privacy dei soggetti osservati, oltre ad ostacolare le inchieste giudiziarie in corso. Motivazione contro le quali si era, peraltro, già espresso anche il Garante dei diritti della persona, il quale aveva osservato che le informazioni richieste rientravano nel perimetro delle informazioni accessibili in quanto riguardavano “emissioni nell’ambiente”. Quindi le motivazioni a sostegno del diniego di accesso opposte dalla Regione Veneto sono state ritenute infondate dalle sentenze della sezione II del TAR Veneto n. 464/2021 e 466/2021 (Presidente Pasi, Giudice relatore Valletta), depositate nella giornata di ieri, che impongono alla Regione (oltre che di risarcire le spese legali) di fornire i dati richiesti entro 60 giorni. È quindi con grande soddisfazione che Mamme NO PFAS e Greenpeace aggiungono un altro importante tassello in quella che è stata definita “la battaglia per la salute dei nostri figli e di tutti noi cittadini”.

Mamme No Pfas Vicenza | Padova | Verona

La lotta delle mamme della zona rossa

di Jan Petter e Chiara Negrello (foto)


La scoperta, poi la rabbia e poi ancora la preoccupazione che ha spinto le madri di questa zona del ricco nord-est veneto ad intraprendere una battaglia in nome della salute dei propri figli.

Il racconto di Jan Petter corredato dalle stupende quanto toccanti foto di Chiara Negrello ci descrivono ancora una volta l'immane tragedia subita in nome del profitto di pochi.






https://www.semprenews.it/

Acqua: Pfas una bomba innescata

di Michela Zamboni

Anche nelle vongole di Venezia è stata recentemente trovata la presenza di Pfas provenienti dalla Solvay di Alessandria. Ma è in Veneto che si trova la più grande contaminazione mondiale della falda acquifera. Una esponente del movimento Mamme No Pfas spiega la difficile battaglia in corso per fermare la produzione di queste sostanze dannose per la natura e gli esseri umani.

Michela Zamboni, MammaNoPfas, lancia un'appello attraverso TeleArena al fine di poter coinvolgere maggiormente le famiglie ma in particolar modo le mamme dei paesi compresi nella cosidetta "zona rossa" e limitofri a partecipare allo studio indetto dal Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione dell'Universita' di Padova, denominato TEDDY CHILD.

Di seguito il link per partecipare:

https://bit.ly/TEDDY_UNIPD_Q1




La VIDEO INCHIESTA sulla contaminazione da PFAS in VENETO

Il giornalista Andrea Tomasi indaga sulla contaminazione dovuta a sostanze perfluoroalchiliche in Veneto. Le malattie, gli esperti, i medici, gli operai della società finita nel mirino della Magistratura, l'intervento del ministro dell'ambiente e DOCUMENTI INEDITI. Con la partecipazione di Michele Placido, Anna Bonaiuto, Michele Zarrillo e Maria Grazia Cucinotta.

«La cosa più drammatica è stata scoprire che con la gravidanza e l’allattamento, noi stesse contaminavamo i nostri figli con i Pfas». Michela Zamboni è una delle “Mamme no Pfas” che da quando hanno scoperto come il maggiore inquinamento della falda acquifera d’Europa ha cambiato la loro vita, si sono organizzate per ottenere giustizia e denunciare i ritardi e i silenzi delle istituzioni in Veneto.

fonte: https://ilsalvagente.it/2019/10/20/pfas-quando-le-mamme-si-incazzano-la-video-inchiesta-integrale/

MAMME NO PFAS

Vicenza | Padova | Verona

T. 0444 179 30 30

info@mammenopfas.org