Il Processo è ora nel vivo e abbiamo bisogno più che mai dell'aiuto di tutti. Noi ci siamo impegnate a sostenere i costi per tutti i consulenti che ci aiuteranno a provare la colpevolezza dei responsabili del più grave inquinamento da PFAS al mondo e per questo abbiamo fondato il Comitato Mamme No Pfas - Raccolta Fondi per Azioni Legali

PROCESSO MITENI

L'accordo di cessione a ICIG per 1 euro escludeva espressamente qualsiasi garanzia da parte del venditore Mitsubishi in merito alle criticità ambientali dell'area Miteni

Testimonianze molto importanti sono state rese in tribunale a Vicenza all'udienza del 28 aprile 2022.

Il dottor Domenico Mantoan, già direttore generale della Sanità per la regione Veneto, ha confermato come gli studi compiuti sino ad ora abbiano evidenziato la correlazione tra i PFAS e numerose patologie, con ad esempio un +20% di morti per malattie cardiovascolari nella popolazione contaminata.

Considerato ciò, sorprende molto che non abbia saputo ricordare nulla di un primo monitoraggio degli alimenti eseguito negli anni 2014-2016, né riferire se fossero stati adottati – o almeno proposti dai suoi dirigenti – provvedimenti cautelari quali il divieto di utilizzo e commercializzazione degli alimenti contaminati.

Ha rammentato solo un divieto di abbeveraggio degli animali, ed è decisamente un pò poco per chi per dieci anni ha ricoperto un ruolo di grande responsabilità come il suo.

Ma ancora più singolare è che il dottor Mantoan non abbia saputo riferire nulla in merito all'indagine epidemiologica che era stata deliberata nel 2016 dalla Giunta regionale del Veneto, ed assegnata all'Istituto Superiore di Sanità.

Noi cittadini contaminati sappiamo bene che purtroppo quell'indagine non è mai stata effettuata, ma ci chiediamo: chi è il responsabile di questa inadempienza? Ed è plausibile che il direttore generale della Sanità del Veneto, che in udienza ha dichiarato di essere stato a conoscenza della correlazione tra i PFAS e numerose patologie, non si sia mai interessato dell'esecuzione di una delibera di Giunta Regionale che stabiliva la necessità di uno studio epidemiologico?


Decisamente più interessante è stato il testimone successivo, il maresciallo dei carabinieri del NOE di Treviso, Manuel Tagliaferri, che ha condotto le indagini nei confronti della Miteni. La sua deposizione è solo all'inizio, ma si è già dimostrato molto preciso illustrando l'attività svolta, comprese le perquisizioni e le acquisizioni documentali.

Ed a tale proposito, vogliamo richiamare l'attenzione su quanto riferito dall'investigatore in merito al passaggio di proprietà di Miteni, avvenuto nel 2009, da Mitsubishi ad ICIG per l'incredibile somma di € 1,00 (UN EURO).

Ebbene, il Maresciallo Tagliaferri ha testimoniato che l'accordo di cessione escludeva espressamente qualsiasi garanzia da parte del venditore Mitsubishi in merito alle criticità ambientali dell'area Miteni.

In pratica, un acquisto a scatola chiusa dal punto di vista ambientale, senza garanzie, e per un euro.

Attendiamo con estremo interesse la prossima udienza, il 19 maggio, convinte che ne sentiremo delle belle.

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Pubblicati i primi risultati dello Studio TEDDY Child

Di seguito un estratto dei primi risultati dello Studio TEDDY Child pubblicati il 14 aprile 2022 sulla rivista scientifica Springer/Environmental Science and Pollution Research.

Da questo primo articolo si evidenzia il fatto che per le mamme che vivono in area rossa, ad alta contaminazione da PFAS, chi ha fatto più figli ed ha allattato di più ha una concentrazione minore di PFAS nel proprio organismo.

Ciò non significa che queste sostanze siano sparite grazie alle gravidanze e agli allattamenti, ma semplicemente si sono trasferite nell'organismo dei figli.

Il gruppo di ricerca, guidato dal Dott. Paolo Girardi, fa sapere che seguiranno altre pubblicazioni in merito e che riguarderanno in modo specifico l'influenza sullo sviluppo neurocomportamentale nell'età pediatrica.

Madri che convivono con la contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche: una valutazione del rischio per la salute percepito e delle malattie autodenunciate [PDF]

Paolo Girardi ,Alice Lupo ,Libera Ylenia Mastromatteo &Sara Scrimin

La contaminazione diffusa delle acque superficiali, potabili e sotterranee da parte di sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) è stata scoperta nella Regione Veneto (nord-est dell'Italia) nel 2013. Le madri dell'area contaminata erano preoccupate per gli effetti dei PFAS sulla propria salute e sui propri figli. Abbiamo determinato i fattori che hanno influenzato il rischio percepito di PFAS e la presenza di malattie auto-riferite conducendo uno studio con 384 madri di bambini di età compresa tra 1 e 13 anni che vivono nell'area contaminata (Zona Rossa, Veneto, Italia). Le informazioni sulla demografia, le fonti di esposizione e lo stato di salute delle madri sono state raccolte attraverso un sondaggio online. La concentrazione sierica di PFAS è stata registrata per alcuni dei partecipanti. Abbiamo determinato i fattori che influenzano il rischio percepito, il rischio di esiti per la salute, e livelli sierici di PFAS attraverso analisi di regressione. Il rischio percepito dalle madri da parte del PFAS è aumentato con l'aumento della fiducia nelle istituzioni scientifiche e nei social media, e quando erano presenti molti amici, la fiducia nella politica e nel lavoro a tempo pieno ha avuto un effetto protettivo. Il rischio percepito dal PFAS ha aumentato le occorrenze di malattie auto-riferite e autoimmuni. La permanenza più lunga (> 20 anni) nella zona più esposta (Zona Rossa A) ha aumentato la frequenza di alcuni esiti sanitari. Le concentrazioni sieriche di PFAS sono diminuite con l'allattamento al seno, ma sono aumentate con il consumo di acqua del rubinetto, la residenza nella Zona Rossa A e il tempo di permanenza. Il rischio percepito dal PFAS delle madri era associato a molti fattori che hanno influenzato la segnalazione di problemi di salute. L'associazione tra esposizione a PFAS e risultati sulla salute necessita di ulteriori indagini. Il rischio percepito dalle madri da parte del PFAS è aumentato con l'aumento della fiducia nelle istituzioni scientifiche e nei social media, e quando erano presenti molti amici, la fiducia nella politica e nel lavoro a tempo pieno ha avuto un effetto protettivo. Il rischio percepito dal PFAS ha aumentato le occorrenze di malattie auto-riferite e autoimmuni. La permanenza più lunga (> 20 anni) nella zona più esposta (Zona Rossa A) ha aumentato la frequenza di alcuni esiti sanitari. Le concentrazioni sieriche di PFAS sono diminuite con l'allattamento al seno, ma sono aumentate con il consumo di acqua del rubinetto, la residenza nella Zona Rossa A e il tempo di permanenza. Il rischio percepito dal PFAS delle madri era associato a molti fattori che hanno influenzato la segnalazione di problemi di salute. L'associazione tra esposizione a PFAS e risultati sulla salute necessita di ulteriori indagini. Il rischio percepito dalle madri da parte del PFAS è aumentato con l'aumento della fiducia nelle istituzioni scientifiche e nei social media, e quando erano presenti molti amici, la fiducia nella politica e nel lavoro a tempo pieno ha avuto un effetto protettivo. Il rischio percepito dal PFAS ha aumentato le occorrenze di malattie auto-riferite e autoimmuni. La permanenza più lunga (> 20 anni) nella zona più esposta (Zona Rossa A) ha aumentato la frequenza di alcuni esiti sanitari. Le concentrazioni sieriche di PFAS sono diminuite con l'allattamento al seno, ma sono aumentate con il consumo di acqua del rubinetto, la residenza nella Zona Rossa A e il tempo di permanenza. Il rischio percepito dal PFAS delle madri era associato a molti fattori che hanno influenzato la segnalazione di problemi di salute. L'associazione tra esposizione a PFAS e risultati sulla salute necessita di ulteriori indagini.

SOCIAL MEDIA

È un progetto delle Mamme No Pfas attraverso il quale le persone, che lo desiderano, possono partecipare liberamente senza alcun vincolo mettendo la propria FACCIA a testimonianza di quanto accaduto in Veneto. Noi abbiamo usato la fotografia, ciò che ferma il tempo per un millesimo di secondo e ritrae l'espressione dei volti delle persone che con un cartello in mano denunciano e chiedono per loro e le proprie famiglie. Purtroppo la pandemia ha bloccato molte nostre idee, ma ci ripromettiamo di tornare presto nelle piazze, nei parchi dove poter incontrare ed invitare a condividere questa bellissima iniziativa.

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