PFAS: L'ITALIA INTRODUCE LIMITI AGGIUNTIVI MA RINVIA LE TUTELE E I CITTADINI CONTINUANO A PAGARE IL PREZZO.

SENZA UN DIVIETO ALLA FONTE, I LIMITI NON RIDUCONO I COSTI: LI RENDONO PERMANENTI E LI SCARICANO SUI CITTADINI


COMUNICATO STAMPA


18 Gennaio 2026

Dal 13 gennaio 2026 sono entrati in vigore in Italia i primi limiti europei sui PFAS nelle acque destinate al consumo umano, previsti dalla Direttiva (UE) 2020/2184. La normativa introduce un monitoraggio obbligatorio dei PFAS, riconoscendone ufficialmente la pericolosità per la salute umana.

Si tratta di un passo avanti atteso da anni, che arriva però dopo un lungo vuoto normativo e con valori limite ancora lontani da quelli realmente cautelativi indicati dalla comunità scientifica.

L’Italia, tra i Paesi europei più contaminati da PFAS, ha recepito la direttiva con i Decreti Legislativi 18/2023 e 102/2025, introducendo limiti aggiuntivi. Nella “somma PFAS”, soggetta al limite di 100 ng/L, sono infatti inclusi anche GenX, ADONA, C6O4, il 6:2 FTS e sei molecole ADV.