COMUNICATO STAMPA
Vicenza, Padova, Verona, 27 Febbraio 2026
Martedì 24 febbraio 2026 siamo state ricevute a Palazzo Balbi a Venezia, dove si è svolto un incontro istituzionale sul tema PFAS che segna un passaggio importante: il Presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, unitamente a una delegazione di assessori, dirigenti ed esperti tecnici, ha manifestato la volontà di incontrare con cadenza regolare le Mamme No PFAS, riconoscendo il ruolo fondamentale delle famiglie e dei cittadini nel monitorare e sollecitare risposte concrete su salute e ambiente. Lo consideriamo un segnale positivo da parte della Regione che dimostra disponibilità e volontà di collaborare concretamente alla risoluzione delle molte criticità e nodi ancora irrisolti che abbiamo portato in discussione.
Sono stati affrontati molti aspetti del problema PFAS, a partire dallo studio epidemiologico non ancora realizzato: abbiamo chiesto quali studi epidemiologici la Regione intende perseguire e di fornire informazioni dettagliate e se già disponibili i protocolli tecnici relativi.
È stato affrontato anche il problema del prolungamento del collettore ARICA, definito dai tecnici come l’unica soluzione al momento percorribile dal punto di vista finanziario. Per noi non è una soluzione accettabile e abbiamo fatto notare come l’articolo pubblicato utilizzando i dati sugli alimenti del campionamento effettuato dalla Regione Veneto nel 2016-17 abbia evidenziato due distinte contaminazioni delle matrici alimentari: una corrisponde alla superficie sovrastante la falda contaminata, l’altra segue chiaramente il percorso del fiume Fratta-Gorzone. È la prova che immettere sostanze inquinanti in un corso d’acqua utilizzato per l’agricoltura e l’allevamento ha effetti devastanti anche sulla popolazione e dev’essere al più presto trovata una soluzione a monte, mettendo in sicurezza la zona della concia, finanziando progetti che permettano alle aziende di utilizzare impianti a circuito chiuso invece di sprecare denaro pubblico per opere minori e che non risolvono il problema ma continuano ad alimentarlo.
A proposito di indagini sugli alimenti, ci è stato comunicato che i risultati riguardanti le matrici animali verranno presto resi pubblici, mentre per quelle di origine vegetale arriveranno in seguito. La dott.ssa Russo ci ha assicurato che, come abbiamo chiesto, ci verrà fornita copia dei rapporti di prova di ogni singolo campione analizzato.
Riguardo al sito ex Miteni, ci è stato comunicato che una bonifica totale potrebbe non essere tecnicamente realizzabile con le tecnologie attualmente disponibili. Il dott. Marchesi e l’ing. Tomiato ci hanno spiegato che la strategia in campo prevede un sistema di contenimento in attesa di tecniche innovative. Abbiamo espresso forte preoccupazione per il rischio di continuare a investire risorse pubbliche in opere non risolutive, senza una prospettiva chiara di bonifica integrale.
Durante l’incontro è emerso anche il problema della contaminazione derivante dall’uso di spritz beton contenente PFBA durante la costruzione delle gallerie per la realizzazione della Superstrada Pedemontana Veneta. Il materiale contaminato macinato è stato stoccato in diversi siti regionali. I tecnici assicurano che la falda è costantemente monitorata. Questo non ci rassicura e abbiamo evidenziato la necessità che si proceda immediatamente alla rimozione preventiva dei cumuli contaminati, utilizzando il metodo più indicato per la loro messa in sicurezza o bonifica, senza attendere che l’inquinante venga rilevato in falda – cosa che inevitabilmente avverrà – quando sarà ormai troppo tardi.
Si è parlato anche di Chemviron, lo stabilimento che rigenera carboni attivi provenienti da filtri industriali e da quelli utilizzati per gli acquedotti. Abbiamo espresso il forte disagio e la preoccupazione dei cittadini residenti a Legnago, dove sorge, in pieno centro abitato. Sappiamo inoltre che vi sono dei problemi sull’adeguatezza dei dispositivi di sicurezza da parte dei lavoratori, esposti a polveri contenenti PFAS e altre sostanze pericolose. Abbiamo quindi chiesto che la Regione si attivi per verificare le reali condizioni dei lavoratori, che vengano eseguiti nuovi controlli sulle diverse matrici ambientali e suggerito di avviare uno studio epidemiologico partecipato sui lavoratori e sulla popolazione residente nell’area circostante allo stabilimento, per il quale siamo disposte a offrire il nostro supporto.
Nell’incontro abbiamo auspicato l’avvio di un’indagine amministrativa sui controlli ambientali nella Regione allo scopo di impedire il verificarsi di nuovi disastri ecologici e sanitari, anche attivando eventuali misure correttive di tipo organizzativo, finanziario e normativo.
È stato infine annunciato dal Presidente Stefani l’impegno a lavorare a un disegno di legge di iniziativa regionale per una regolamentazione dei PFAS a livello nazionale, coinvolgendo associazioni e realtà civiche. Come Mamme No PFAS abbiamo espresso piena disponibilità a collaborare alla stesura.
Ringraziamo e accogliamo positivamente l’apertura al confronto continuo ribadendo che la tutela della salute dei nostri figli richiede tempi certi, scelte coraggiose e responsabilità chiare. Come Mamme No PFAS, continueremo a vigilare, partecipare e chiedere soluzioni definitive. La salute non è negoziabile.
Mamme No PFAS